SENSATION SEEKING

 

SENSATION SEEKING IN ADOLESCENZA.

 

RICERCA PRELIMINARE

 

Maria Paola Macrì1, Katia Di Dato1, Elena Canicattì 1, Debora Gilardi1, Luca Filipponi3, Susanna Pizzo1, Aldo Galeazzi2

 

Abstract. Introduction. L’adolescenza è da sempre un periodo molto critico dello sviluppo,caratterizzato da rilevanti cambiamenti psicologici, fisici e sociali. La Ricerca di Forti Sensazioni o Sensation Seeking secondo Zuckerman (1994) è un tratto generale di personalità che coinvolge diversi ambiti della vita. Recenti ricerche evidenziano relazioni con alcuni fattori di personalità, autostima, abilità relazionali e contesto sociale, che risultano dinamicamente interrelati. Nella presente ricerca si intende analizzare le relazioni tra Sensation Seeking e autostima, abilità sociali, stili di coping, valutando eventuali fattori protettivi e di rischio. Methods. La ricerca è stata condotta su 218 adolescenti tra 14 e 20 anni, 135 maschi e 83 femmine, ai quali sono stati somministrati: Sensation Seeking Scale (SSS VI), Self Esteem Scale (RSES), Children Depression Scale (CDS), Adolescent Coping Orientation for Problem Experience (A-COPE) e la Scale for Interpersonal Behaviour (SIB).

 

Results. Genere ed età risultano determinanti nella Sensation Seeking, soprattutto nei maschi. Autostima, alcuni stili di coping e abilità sociali sembrano correlati con i comportamenti problematici, apparendo le relazioni col gruppo dei pari, l’autostima e la ridefinizione cognitiva possibili fattori di rischio. Conclusions. La Sensation Seeking negli adolescenti potrebbe essere una modalità di autoaffermazione, per arrivare a obiettivi difficili da raggiungere e percepirsi più autonomi. Considerati i numerosi fattori interrelati che concorrono a determinare la ricerca di sensazioni forti, non è facile individuare una linearità tra variabili e comportamento di risposta. È importante sottolineare come le contraddizioni e le apparenti incongruenze nelle risposte degli adolescenti possano essere l’espressione di una conflittualità e di una complessità insita nel desiderio di autoaffermazione propria di questo periodo.

 

 

Abstract. Introduction. Adolescence has always been a very critical stage of development, characterized by significant psychological, physical and social changes. According to Zuckerman (1994), Sensation Seeking, is a general trait of personality that involves various aspects of life. Recent research suggests that there are links between personality factors, selfesteem, relationship skills and social context, which are dynamically interrelated. In this research, weint end to analyze the relationship between Sensation Seeking and selfesteem, socialskills, coping styles, and to assess possible risk and protective factors.

Methods. The survey was carried out on 21 8 adolescents between the ages of 14 and 20, 135 males and 83 females: the Sensation Seeking Scale (SSSVI), the SelfEsteem Scale (RSES), Children Depression Scale(CDS), the Adolescent Coping Orientation for problem Experience (ACOPE) and the Scale for Interpersonal Behavior (SIB) were used.

Results. Gender and age are determining factors in Sensation Seeking, especially in males. Selfesteem, some coping styles and social skills seem to be correlated with problematic behaviors which suggests that the relationship with the peer group, self-esteem and cognitive redefining could be possible risk factors.

Conclusions. Sensation Seeking in adolescents could be a means of selfassertion used by adolescents to achieve difficult goals and to perceive themselves as more independent. Given the many interrelated factors which determine sensation seeking, it is not easy to find a linear causality between variables and response behavior. Nonetheless, it is important to point out that the discrepancy in responses of adolescents can be an expression of the conflict and complexity inherent to theirdesire of selfassertion, that is specific to this period of life.

 

 

 

Introduzione

 

 

La “sensation seeking” nell’accezione di Zuckerman (1994) è “un tratto definito dalla ricerca di comportamenti a rischio, sensazioni ed esperienze varie e intense, e dalla disponibilità a correre rischi fisici, sociali, legali e finanziari, per il piacere di tali situazioni”, che raggiunge la sua massima espressione nel periodo giovanile coinvolgendo ragazzi di età sempre minore(Boyer, 2006; Macrì, Canicattì, Duetti, Pizzo, Filipponi & Galeazzi, 2011).

 

Tali comportamenti crescono tra l’infanzia e l’adolescenza, probabilmente anche perché ritenuti un marker dell’indipendenza tanto cercata in questa fase di transizione.. L’adolescenza rappresenta infatti la fase del ciclo di vita in cui il bisogno di rischiare, inteso come assunzione di rischi in termini comportamentali, si esprime con particolare intensità. Si tratta di condotte che consentono all’adolescente di mettere alla prova le proprie abilità e competenze, di concretizzare i livelli di autonomia e di controllo raggiunti e di sperimentare nuovi e diversificati stili di comportamento. Questa tendenza risulta essere più spiccata nel sesso maschile (Boyer, 2006;Steinberg, 2008).

 

La ricerca di forti sensazioni è considerata un tratto generale che coinvolge diversi ambiti della vita di un individuo, da quello affettivo e lavorativo a quello degli interessi personali e delle attitudini (Galeazzi, D’Incerti & Franceschina, 2003). Tali dinamiche si sviluppano su una base di importanti cambiamenti neurobiologici (Ernst, Pine & Hardin, 2006; Goldbeck et al., 2007).

 

Un high sensation-seeker preferisce esperienze nuove, particolarmente intense ed estreme mentre un low sensation-seeker potrebbe trovarle spiacevoli (Nizzoli, 2004).

 

La sensaton seeking risulta influenzata da diverse variabili, quali caratteristiche di personalità, autostima, abilità relazionali, contesto sociale e culturale di appartenza del soggetto (Boyer, 2006; Gullette & Lyons, 2006; Guerra & Bradshaw, 2008).

 

La prospettiva cognitiva dà grande importanza alla capacità di prendere decisioni, alla stima di sè e alla percezione di vulnerabilità mentre gli studi sociali si focalizzano sulle conseguenze del rapporto con i genitori e il gruppo dei pari. Queste variabili, pur essendo largamente indipendenti, appaiono fortemente interrelate e in grado di influenzarsi reciprocamente, risultando fattori protettivi o di rischio nell’adozione di comportamenti problematici (Boyer, 2006).

 

La presente ricerca intende analizzare le relazioni esistenti tra Sensation Seeking e autostima, abilità sociali, stili di coping, valutando eventuali fattori di rischio.

 

 

Materiali e metodo

 

 

La ricerca è stata condotta in Toscana su un campione di 218 adolescenti, studenti di Scuole medie superiori, di età compresa tra i 14 e i 20 anni (età media di 16.62 con deviazione standard di 1.54), di cui 135 maschi e 83 femmine. A tutti i soggetti è stato consegnato il consenso informato per la partecipazione alla ricerca che ci è stato restituito firmato unitamente a quello sul trattamento dei dati personali, dopo avere illustrato lo scopo della ricerca.

 

Ai soggetti è stata somministrata una batteria di test self report composta da: Sensation Seeking Scale (SSS VI), Rosenberg Self Esteem Scale (RSES), Children Depression Scale (CDS) nella forma per adolescenti, Adolescent Coping Orientation for Problem Experience (A-COPE), Scale for Interpersonal Behaviour (SIB) forma ridotta.

 

La Sensation Seeking Scale (SSS VI Zuckerman, 1994; Galeazzi, D’Incerti, Franceschina, 2003) valuta la ricerca di forti sensazioni; al soggetto viene presentata una lista di 64 attività a cui deve rispondere, su una scala a tre punti, una prima volta indicando la frequenza con cui ha compiuto ognuna delle attività elencate (Esperienze), e una seconda volta indicando se intende praticarle (Intenzioni per il futuro).

 

É composta da 4 subscale: Esperienze Ricerca di brivido e avventura (E TAS) in cui il soggetto afferma di aver sperimentato o meno attività sportive o azioni fisicamente rischiose, Esperienze Disinibizione (E DIS) che fa riferimento alla ricerca di forti sensazioni attraverso attività sociali sregolate o sfrenate quali feste, uso di sostanze, libertà sessuale, Intenzioni per il futuro Ricerca di brivido e avventura (I TAS) quali sport e attività fisiche rischiose che il soggetto ha intenzione di intraprendere in futuro, Intenzioni per il futuro Disinibizione (I DIS) che riguarda l’intenzione di impegnarsi in feste sfrenate, uso di sostanze e comportamenti sessuali trasgressivi.

 

Vi è, infine, una scala di controllo composta da sette item che si riferiscono a esperienze impossibili o estremamente improbabili, utile per selezionare i protocolli validi.

 

Il Rosenberg Self Esteem Scale (RSES, Rosenberg, 1965;Prezza, Trombaccia e Armento 1997) consiste in 10 item con risposta su scala Likert a 4 punti, in cui l’autostima è considerata un concetto globale relativo al sentimento di piacersi, di essere soddisfatti di sé, di accettarsi e rispettarsi.

 

Il Children Depression Scale (CDS, Lang, Tisher, 1978; Gori-Savellini & Morino-Abbele, 1984) è composto da 55 item con risposta su scala Likert a 5 punti e comprende due fattori:

 

– il primo è il senso di inadeguatezza che raccoglie item in cui il soggetto riferisce bassa stima di sé, incapacità di comunicare, visione pessimistica della realtà, autopunizione, solitudine, disagio sociale, non accettazione di sé e identità disturbata;

 

– il secondo è il senso di colpa che descrive un soggetto che prova disagio nell’ambiente familiare, sensi di colpa, paura di non gratificare i genitori, percezione di essere punito eccessivamente, pessimismo, timore di non dare amore e desiderio di essere punito.

 

Vi è, infine, una scala totale data dalla somma dei due fattori precedenti.

 

L’Adolescent Coping Orientation for Problem Experience (A-COPE, Patterson & McCubbin, 1978; Galeazzi & Moretti, 2000) elaborato al fine di valutare lo sforzo attivo di adattamento in ambito individuale, familiare e sociale, è costituito da 54 item, con risposta su scala Likert a 5 punti, che afferiscono a 10 fattori: ricerca di sostegno sociale, sostegno familiare, fiducia in sé/autostima, ricerca di diversivi, impegno in attività scolastiche, ottimismo e ridefinizione cognitiva, evitamento mediante l’uso di sostanze, esternazione di sentimenti negativi, ricerca di un sostegno spirituale, hobby.

 

La Scale for Interpersonal Behaviour forma ridotta (SIB, Arrindell, De Groot e Walburg, 1984; Arrindell, Bartolini e Sanavio, 1999) è composta da 28 item e analizza il comportamento assertivo su una scala Likert a 5 punti. Comprende una scala Distress che misura il grado di disagio che il soggetto proverebbe nel mettere in atto un certo comportamento e una scala Performance che valuta quanto spesso l’individuo tende a comportarsi in un determinato modo. Di ognuna di queste scale fanno parte 5 sottoscale denominate: Espressione di sentimenti negativi, Espressione e gestione dei limiti personali, Assertività sociale e capacità di prendere l’iniziativa, Abilità nel ricevere e dare approvazione e nel ricevere ed esprimere sentimenti positivi, Assertività generale.

 

 

 

Risultati

 

 

Dopo la verifica della bontà dei dati e delle distribuzioni delle variabili, le analisi sono state condotte per rilevare, principalmente, l’eventuale relazione fra i costrutti osservati mediante correlazioni lineari. Inoltre le analisi della varianza (ANOVA) hanno permesso di approfondire e confrontare il comportamento di risposta dei soggetti che frequentano le diverse classi scolastiche.

 

I risultati dell’ANOVA hanno evidenziato come la variabile Disinibizione (sia riferita alle Esperienze che alle Intenzioni per il futuro) presenti differenze statisticamente significative tra i gruppi di soggetti. In particolare per la variabile E-DIS i valori della statistica sono: F4,214=10.98 p<.001; per la variabile I-DIS i valori della statistica sono: F4,214=6.89 p<.001. Per entrambe le variabili sono state condotte analisi post hoc con il metodo di Bonferroni e si è evidenziato che le differenze statisticamente significative si hanno tra i punteggi dei soggetti che frequentano la prima classe verso i soggetti delle classi superiori. Questo risultato ci incoraggia a dire che la variabile è una discriminante nell’adozione di comportamenti a rischio e, dunque, determinante nella Sensation Seeking.

 

Per verificare differenze di genere sono stati condotti dei t-test dai quali emergono differenze statisticamente significative nelle scale del SSS VI. In ogni sottoscala sembrerebbe che i maschi presentino un punteggio medio significativamente più alto rispetto alle femmine, in particolare nella E TAS (t216=3.16 p=.002) maschi (M=23.03; d.s.=3.98) femmine (M=21.33; d.s.=3.65), E DIS (t216,94=2.5 p=.013) maschi (M=70.79; d.s.=16.77) femmine (M=65.77; d.s.=12.66), I TAS (t216=2.85 p=.005) maschi (M=44.84; d.s.=10.22) femmine (M=40.98; d.s.=8.82), I DIS (t203,47=2.41 p=.017) maschi (M=79.57; d.s.=19.1) femmine (M=73.96; d.s.=14.98).Da questirisultatila variabile sesso emergerebbe come fortemente rilevante nell’attuazione di comportamenti a rischio.

 

Abbiamo voluto verificare tramite dei modelli di regressione quanto le variabili della SSS VI potessero essere predette da fattori personologici come età e sesso. I risultati dei modelli indicano che entrambe le variabili TAS sono scarsamente predette da sesso ed età del soggetto, mentre le variabili DIS hanno quote di varianza spiegate dal modello statisticamente significative. Per quanto riguarda la variabile E-DIS la quota di varianza spiegata dai due predittori è del 22.6% (R-quadro=.226; F2=31.9 p<.001), dove i coefficienti standardizzati dei due predittori sono: età del soggetto Beta=.455, t=7.54 p<.001; sesso del soggetto Beta=-.228, t=-3.78 p<.001). Relativamente alla variabile I-DIS la quota di varianza spiegata dai due predittori è del 10.8% (R-quadro=.108; F2=13.21 p<.001), dove i coefficienti standardizzati dei due predittori sono: età del soggetto Beta=.269, t=4.56 p<.001; sesso del soggetto Beta=-.198, t=-3.05 p=.003).

 

I punteggi delle scale del SSS VI sono stati messi in correlazione con la variabile età. In accordo con quanto emerso in letteratura, correlazioni statisticamente significative sono risultate quelle con E DIS (r=0.484 p<.001) e con I DIS (r=0.381 p<.001), emergendo relazioni nel senso atteso anche con la scala E TAS (r=0.294 p=.002).

 

Le correlazioni tra la variabile età e le scale del SSS VI sono state eseguite suddividendo i soggetti per genere. I risultati mostrano coefficienti di correlazione maggiori nel gruppo dei maschi. Nello specifico si hanno i seguenti coefficienti di correlazione: E TAS maschi (r=0.386 p=.002) femmine (r=0.192 p=n.s.), E DIS maschi (r=0.642 p<.001) femmine (r=0.308 p=.033), I DIS maschi (r=0.587 p<.001) femmine (r=0.140 p=n.s).

 

Esaminando le correlazioni tra la Sensation Seeking Scale e gli altri strumenti somministrati sono emersi i seguenti risultati: in relazione al Rosenberg Self Esteem Scale si ottiene una sola correlazione statisticamente significativa, quella con la scala E TAS (r=0.20 p=.033). Con le scale dell’A COPE si evidenziano correlazioni statisticamente significative tra: E-TAS e Sostegno sociale (r=0.233 p=.013), E TAS e Hobby (r=0.290 p=.002), E DIS e Sostegno sociale (r=0.381 p<.001), E-DIS e Uso di sostanze (r=0.592 p<.001), E-DIS e Ridefinizione Cognitiva (r=0.346 p<.001), E-DIS e Fiducia in sé (r=0.224 p=.017), I TAS e Attività scolastiche (r=0.186 p=.048), I-TAS e Hobby (r=0.318 p<.001), I DIS e Sostegno sociale (r=0.349 p<.001), I-DIS e Sentimenti negativi (r=0.237 p=.011), I-DIS e Uso di sostanze (r=0.567 p<.001), I-DIS e Diversivi (r=0.218 p=.02), I-DIS e Ridefinizione Cognitiva (r=0.346 p<.001), I-DIS e Fiducia in sé (r=0.197 p=.035).

 

Correlando le scale della SSS VI con quelle della SIB, infine, emergono risultati statisticamente significativi tra: E TAS e Assertività Sociale (Distress) (r=-0.209 p=.026), E-TAS e Asserzione Negativa (Performance) (r=0.272 p=.003), E-TAS e Assertività Sociale (Performance), (r=0.452 p<.001), E-TAS e Asserzione Positiva (Performance) (r=0.202 p=.032), E-TAS e Assertività Generale (Performance) (r=0.320 p=.001), E DIS e Assertività Sociale (Distress) (r=-0.378 p<.001), E-DIS e Asserzione Positiva (Distress) (r=-0.273 p=.003), E-DIS e Assertività Generale (Distress) (r=-0.232 p=.013), E-DIS e Asserzione Negativa (Performance) (r=0.331 p<.001), E-DIS e Assertività Sociale (Performance) (r=0.533 p<.001), E-DIS e Asserzione Positiva (Performance) (r=0.445 p<.001), E-DIS e Assertività Generale (Performance) (r=0.410 p<.001), I TAS e Asserzione Negativa (Performance) (r=0.27 p=.004), I-TAS e Assertività Sociale (Performance) (r=0.336 p<.001), I-TAS e Assertività Generale (Performance) (r=0.265 p=.004), I DIS e Assertività Sociale (Distress) (r=-0.323 p<.001), I-DIS e Asserzione Positiva (Distress) (r=-0.222 p=.018), I-DIS e Asserzione Negativa (Performance) (r=0.331 p<.001), I-DIS e Assertività Sociale (Performance) (r=0.541 p<.001), I-DIS e Asserzione Positiva (Performance) (r=0.402 p<.001), I-DIS e Assertività Generale (Performance) (r=0.380 p<.001).

 

 

 

Discussione

 

 

La ricerca di forti sensazioni, per Zuckerman (1994), è uno dei bisogni primari dell’uomo, fonte di gran parte della sua creatività come, d’altra parte, della sua insoddisfazione e distruttività.

 

Lo stesso autore sostiene che chi abitualmente ricerca sensazioni forti può essere disponibile alle esperienze più disparate, dalla droga, agli sport estremi, alle avventure erotico-trasgressive e ha ipotizzato che, per alcuni soggetti, tale ricerca possa costituire una sorta di bisogno innato, strettamente legato alla personalità. La probabilità che un soggetto sperimenti i comportamenti sopra menzionati aumenta nel periodo dell’adolescenza in funzione dello sviluppo psicofisiologico e dei cambiamenti socio economici dell’ambiente in cui vive.

 

In accordo con quanto emerge in letteratura (Boyer, 2006), nel presente studio, le variabili genere ed età risultano determinanti nella Sensation Seeking sia nella Ricerca di Brivido e Avventura sia nella Disinibizione; si evidenzia, infatti, un aumento al ricorso di comportamenti a rischio col crescere dell’età, risultando una tappa fondamentale il passaggio dalla prima alla seconda superiore. Tale tendenza appare più evidente nei maschi rispetto alle femmine, soprattutto per i comportamenti di Disinibizione (Steinberg, 2008).

 

L’autostima sembra essere correlata in maniera significativa con l’aumento dei comportamenti problematici in ragazzi con percezione positiva di sé per il senso di invulnerabilità che da essa può derivare; questi sottovalutano il rischio insito, ad esempio, in attività sportive pericolose o azioni fisicamente rischiose, trascurando di considerare le conseguenze negative a lungo termine, focalizzandosi unicamente sul piacere immediato.

 

Il fatto che l’adolescente sia “cognitivamente egocentrico” (Boyer, 2006), potrebbe portare ad una misconcezione dell’invulnerabilità individuale e quindi degli esiti comportamentali indesiderati. Molti giovani sono consapevoli dei pericoli che corrono nell’adottare specifici comportamenti pericolosi, ma solitamente tendono a sottostimare la probabilità delle conseguenze negative, in quanto non ritengono che tali eventi possano capitare a loro ( Baumrind, 1991; Siegel, 1993 ).

 

Parallelamente una bassa autostima può favorire l’adesione a comportamenti a rischio allo scopo di dimostrare di valere quanto gli altri; si trascurano, così, le conseguenze negative a lungo termine focalizzandosi unicamente sul piacere immediato.

 

Si può ipotizzare che comportamenti di ricerca di Brivido e Avventura e di Disinibizione, messi in atto nel presente o che si ha intenzione di compiere in futuro, potrebbero essere, negli adolescenti, una modalità disfunzionale di compensare la carenza di abilità sociali, l’insicurezza nei rapporti interpersonali e il disagio provato nelle situazioni previste (Distress).

 

In soggetti che presentano buone abilità sociali e caratteristiche assertive, invece, l’elevata frequenza di comportamenti a rischio o l’intenzione di compierli in futuro, potrebbe essere un tentativo di affermazione della percezione del valore di sé, aumentando, così, la probabilità di risposta alle situazioni interpersonali (Performance).

 

Spesso la ricerca di forti sensazioni, soprattutto per quel che concerne l’essere disinibiti o l’intenzione di mostrarsi tali, è attuata in gruppo e in tal caso è proprio il gruppo dei pari a rinforzare la ricerca di situazioni rischiose e l’attuazione di comportamenti dannosi (Prinstein, Brechwald, & Cohen, 2011), come emerge anche nel presente lavoro.

 

Nella nostra ricerca si evidenzia come il Sostegno sociale, inteso come relazioni col gruppo dei pari, e la Fiducia in sé possono essere considerati fattori di rischio per la Sensation Seeking (Ricerca di Brivido Avventura e Disinibizione, sia a breve che a lungo termine); all’interno del gruppo dei coetanei, infatti, l’adolescente non avverte soltanto l’esigenza di agire per uniformarsi agli altri, ma anche quella di misurarsi con loro per affermare se stesso.

 

La presenza di sentimenti negativi come “accusare gli altri di ciò che va male, dire cose cattive, essere sarcastici, arrabbiarsi e gridare agli altri, lamentarsi con i propri amiciè correlata con l’intenzione di Disinibizione; sarebbe interessante indagare, in una ricerca futura, se tale fattore possa essere considerato predisponente alla Sensation Seeking.

 

La Disinibizione sia nelle intenzioni che nell’esperienza vissuta è un fattore fortemente interrelato con l’utilizzo di sostanze come, anche, la Ridefinizione Cognitiva, intesa come la tendenza a considerare unicamente il lato leggero e piacevole della vita, negando eventuali risvolti importanti o negativi di situazioni problematiche.

 

 

Considerato, dunque, il grande numero di fattori interrelati che concorrono a determinare la ricerca di sensazioni forti, quali ad esempio modelli parentali, il contesto sociale di sviluppo, l’influenza dei pari, le abilità relazionali, le caratteristiche di personalità (Boyer, 2006) dal presente lavoro si può evincere che il sostegno sociale, la ridefinizione cognitiva e l’autostima possano essere fattori di rischio nella sensation-seeking, sarebbe interessante in una futura ricerca analizzare questi dati nel contesto neurobiologico, così fortemente in evoluzione durante l’adolescenza.

 

 

 

Bibliografia

 

 

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